CENTURIO

Quod sis, esse velis nihilque mails.
Devi volere essere quello che sei, nulla di più
Marziale

L’apertura di una cassa, il ritrovamento di un diario letto alla tremolante luce di una lanterna. Tra le righe gli attimi diventano anni, trasportando il lettore, nella drammaticità di una guerra fratricida che insanguina una Roma in cerca di sconfiggere se stessa.

In questo nuovo incontro con i frammenti della nostra Storia, Caio Emilio Rufo è una recluta che milita nelle Coorti di Lucio Cornelio Silla, durante la guerra civile che, nell’80 a.C., sta dilaniando la Repubblica. Il suo nome non è nuovo, è un personaggio che abbiamo già conosciuto e amato nella prima formidabile opera di Colombo, “La Legione degli Immortali”. Sì, quel Caio Emilio Rufo duro, a tratti insensibile, a volte scostante e serio, pronto alla ragione e capace di grandi azioni eroiche. Lo scopriamo, tra le pagine di Centurio non ancora uomo, un ragazzo disilluso, con i suoi sentimenti, la sua inesperienza, la sua fragilità, la sua voglia di vivere, la sua capacità di saper soffrire.

Dalle vette innevate dei Pirenei alle battaglie navali al largo delle coste dell’Africa, Caio Emilio si addestra a combattere le legioni del più astuto e acerrimo nemico di Roma del momento, uno dei più grandi comandanti di tutti i tempi: Quinto Sertorio, parente e generale fedele di Caio Mario.

Nell’assolata Spagna romana, popolata da genti fiere e bellicose, Emilio affronta le prove che questa odiosa guerra gli impone tra guardie, scorte, battaglie, assassinii, tradimenti e agguati. Subisce le angherie del suo spietato centurione e in cuor suo riconosce il valore dei nemici che sta combattendo. Lotta coraggiosamente, obbedisce, arranca, sogna, osa, vive un amore più grande della guerra, piange un amico caduto e perde tutto.

Schiacciato dalla sorte avversa, senza più nulla in cui sperare, Caio Rufo attraversa il mare fino ad arrivare nei roventi deserti della Mauritania e li, con la faccia sporca di polvere e sudore, la gola riarsa e la pelle scottata dal sole, incontra il nemico che era stato addestrato a uccidere.

Così, come il fuoco modella il ferro, Emilio capisce che il destino che l’ha condotto fino a li, altro non ha fatto che renderlo sempre più forte, tanto forte da fargli intraprendere un nuovo viaggio, che lo condurrà tra le file degli immortali.