La legione li mise fianco a fianco.
Il destino li unì per l’eternità.
Entra nel De Bello Gallico con il gladio in pugno.
Nel Libro Quarto del De Bello Gallico, Gaio Giulio Cesare racconta lo sbarco in Britannia del 55 a.C.: novanta navi, dodicimila legionari, una costa ostile, il mare in tempesta. I fatti sono lì, incisi per sempre nella Storia. Ma dietro quelle righe asciutte, dietro la cronaca di un’impresa militare senza precedenti, restano delle domande senza risposta.
Chi erano gli uomini che Cesare guidava?
Cosa provarono, sospesi tra il mare e una spiaggia brulicante di nemici?
Chi fu il soldato che, innalzando l’Aquila della Decima Legione, si gettò per primo tra le onde cambiando il corso degli eventi?
Partendo da quei pochi paragrafi tramandati nei commentarii, L’Aquila della Decima Legione dà voce a ciò che la Storia non ha raccontato. È il De Bello Gallico vissuto dall’interno dei ranghi, tra il ferro delle armature, il sudore delle marce, la paura, il coraggio e i legami che nascono solo quando si combatte fianco a fianco.
Lucio Petrosidio e i suoi compagni non sono generali né eroi celebrati, ma uomini. Soldati che marciano, combattono, soffrono, amano e sopravvivono sotto un simbolo che vale più della vita: l’Aquila. Seguendola, affrontano non solo il nemico, ma il peso delle scelte e le cicatrici che nessuna vittoria può cancellare.
Questo romanzo è un viaggio dentro la legione del primo secolo a.C., un esercito fatto di disciplina, fatica e umanità, raccontato là dove le fonti tacciono e l’immaginazione prende il testimone.
Perché la Storia non vive solo nei nomi incisi nei libri, ma nel cuore degli uomini che l’hanno attraversata.

Edición EDICIONES B – Enero 2014
ISBN: 978-84-666-5428-9

Edizione PIEMME – Ottobre 2010
ISBN 978-88-566-2096-2

Edizione Nuovi Autori – Dicembre 2005
ISBN 987-88-7568-120-1

