Noi riporteremo l’aquila al forte e quella sarà la nostra vittoria, la nostra forza che echeggerà per sempre in questa vallata nei secoli a venire e che metterà in guardia qualsiasi uomo che vorrà sfidare i figli di Roma.

Ti comporterai da romano e da uomo,  forte con te stesso e duro con gli altri. Ordinerai e così dovrà essere fatto. Senza paura e senza mezze misure, compagna solo la tua ragione.

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Il tuo stesso grado ti imporrà la solitudine che sarà per il tuo spirito come lo é il cibo per il corpo.Tu sei e sarai solo un concetto soprannaturale che non esiste in nessun’altra cultura. Tu sarai Centurio

L’imperatore mi ha autorizzato a comunicarti che la tua sentenza è già stata emessa. Il fatto d essere qui di persona a prelevarti è un piacere personale che mi ha concesso il nostro amatissimo Augusto. Il viaggio è stato lungo, ma ne valeva la pena.

Io scelgo il tempo qui! Io decido chi mangia e chi no! Io stabilisco chi può dormire e chi no e ho fatto in modo che i miei affrontino forti e riposati uomini stanchi e con le gambe molli! Io scelgo chi vive e chi muore!

Noi non siamo in cento, siamo milioni, noi non siamo uomini, noi siamo un concetto, un’istituzione e di conseguenza siamo immortali. Noi siamo i legionari di Cesare!

Guardate i vostri fratelli intorno a voi e ditemi cosa vedete. Ditemi se vedete uomini impauriti dalla furia mortale che ha smembrato le nostre file oggi. Ditemelo, perché io non riesco a vedere nulla di tutto questo,  perché io vedo dei legionari.