L’AUTORE
non scrivo di battaglie, scrivo di uomini che le combattono
Siamo il frutto di scelte che non abbiamo dovuto affrontare.
Qualcuno si è assunto quel peso per noi, e su quel peso sono cresciute le nostre vite.
Porto dentro di me un senso profondo di rispetto e gratitudine per chi ha sacrificato se stesso per qualcosa che sentiva più grande della propria esistenza. Per chi ha pagato un prezzo. Per chi ha combattuto, ha scelto, ha resistito. Per chi ha avuto la visione di costruire e tracciare una strada quando ancora non esisteva.
Se oggi siamo ciò che siamo è perché qualcuno, prima di noi, ha fatto tutto questo.
Gli Eroi
Sono uomini che non ho conosciuto, eppure li sento dentro di me da sempre. I miei eroi.
Li ho incontrati prima nei sogni, poi nella realtà.
Da bambino avevano l’armatura dei legionari romani, figure d’acciaio fatte di disciplina e silenzio. Uomini che potevano cadere, ma non potevano cedere.
Da adulto ne ho sentito il respiro servendo nel 2° Battaglione Paracadutisti della Brigata Folgore. È lì che ho compreso il legame con ciò che si è pronti a difendere, cosa significhi restare quando andarsene sarebbe più semplice.
In quell’esperienza ho capito una verità che non mi ha più lasciato: l’eroe non è un simbolo, ma un uomo che appartiene a qualcosa che lo precede e lo supera. Una trama di tradizioni, di memorie, di gesti tramandati nel tempo. Una continuità che dà senso al sacrificio.

La Rivelazione
Ho capito allora che non mi bastava saperlo. Non potevo tenerlo per me. Quella consapevolezza chiedeva voce. Gli uomini che avevo sognato da bambino e riconosciuto da adulto hanno iniziato a chiedermi di essere raccontati. E per loro ho iniziato a scrivere, senza sapere che sarebbe accaduto qualcosa che non avevo previsto.
Per trasmettere ciò che sentivo non potevo limitarmi a raccontare la loro storia; dovevo entrarci dentro, respirarla, sentirne il peso. Così, senza accorgermene, la storia ha iniziato a scorrere dentro di me. Non la osservavo più, la vivevo.
La Scrittura
Da quel momento non ho più potuto farne a meno. Quel bisogno è diventato una necessità, una forza silenziosa che mi spingeva verso quelle vite, verso quelle scelte.
Ricercare, dare forma alle parole, emozionare è diventato il mio modo di restituire ciò che ho ricevuto. Ogni volta che racconto uomini radicati nelle tradizioni dei loro padri sento di riannodare quel legame con la memoria che abbiamo lasciato allentare.
In questo dialogo silenzioso tra passato e presente trovo il senso di ciò che faccio. Scrivo perché credo che il coraggio, il dubbio, la fedeltà e le scelte di chi è venuto prima di noi possano ancora indicarci una strada.
L’Eredità
Viviamo in un tempo in cui perdiamo facilmente il contatto persino con i nomi di chi ci ha preceduto, eppure è da lì che veniamo. È in quelle vite che affonda ciò che siamo. La memoria non è il passato: è responsabilità. È il legame invisibile che attraversa le generazioni e ci tiene in piedi quando tutto sembra vacillare.
E se anche una sola pagina riuscirà a riaccendere in qualcuno l’emozione e l’orgoglio di riconoscersi nella nostra storia, allora avrò fatto la mia parte.
La memoria non è il passato. È ciò che ci permette di essere degni del futuro.
Se la forza delle voci che arrivano da lontano ti ha portato fin qui, non è un caso.
Forse i miei eroi ti stanno chiamando.
